Ancora fotovoltaico: potenza e produttività

Sempre riguardo alle considerazioni fatte sul fotovoltaico: in effetti mancava qualche metro di paragone nel post precedente. Come fatto notare tra i commenti!

I dati sul consumo elettrico italiano si possono reperire sul sito di Terna, che controlla e gestisce l’infrastruttura elettrica italiana. Al momento, ci troviamo ad avere un consumo “in giornata” che oscilla attorno a 821 GWh (dato 2009); immaginando una potenza costante, staremmo parlando di 34.237.000 kW medi continuativi.

Le notizie riguardanti le installazioni nel settore del fotovoltaico indicano le potenze di picco degli impianti in MW; naturalmente, queste potenze sono raggiunte in maniera sporadica. Per avere un’idea dell’energia prodotta, bisogna sapere quanti kWh verranno realmente prodotti in un anno da ogni kW di impianti installati. In media, nel caso del fotovoltaico italiano e ragionando su impianti fissi, si può parlare di 1200 – 1300 kWh/kW all’anno, con un fattore di capacità risultante pari ad un modesto 14%. Da mettere a confronto con il fattore di capacità di parecchie centrali elettronucleari, che raggiunge facilmente valori dell’80%.

produttività teorica e reale degli impianti fotovoltaici in italiaLa produzione teoricamente possibile negli impianti solari italiani, dedotta dal fattore di capacità anzidetto e dalla potenza cumulata registrata dall’atlante di BP, è tabulata qui a fianco in blu, in GWh; l’attuale consumo elettrico annuale in Italia si trova da qualche parte attorno ai 300.000 GWh. La scala delle ordinate del diagramma, ancora una volta, è logaritmica: c’è necessità di confrontare quantità che differiscono tra loro in ordine di grandezza. Il dato così ipotizzato dovrà ovviamente differire da quello reale: ci sarà pure stato qualche guasto! Nel caso del nostro paese però, le differenze tra la produttività teorica e quella misurata dal servizio statistico di Terna sono piuttosto grosse, altro che guasti: nel diagramma i puntini gialli in basso rappresentano per l’appunto l’elettricità prodotta per davvero da fonte fotovoltaica in Italia, secondo Terna. Le differenze sono grosse, ma in proporzione stanno diminuendo (i due andamenti sono oggi più vicini rispetto a qualche anno fa).

Qui occorre qualche precisazione: il dato teorico dedotto dalla potenza installata si fonda sulla supposizione che gli impianti installati entro il 31 dicembre abbiano prodotto per tutta l’annata considerata. Questo ovviamente non è vero! Questo fenomeno, che si produce a causa della vorticosa crescita delle installazioni, spiega la differenza. In effetti, i 676,5 GWh di produzione fotovoltaica censiti da Terna nel 2009 si trovano a mezza via tra i 1485 teoricamente dedotti per lo stesso anno ed i 573 dedotti per via teorica per il 2008. Se smettessimo di installare, in breve tempo tutti gli impianti sarebbero in produzione e le due curve finirebbero per coincidere.

Le cause di queste differenze, oltre che in questo problema contabile, vanno ricercate nelle difficoltà tecniche e burocratiche che si generano quando si vuole allacciare un impianto, oltre che nel censimento delle potenze di punta installate (secondo Terna lievemente inferiori rispetto alla stima di BP). La buona notizia come detto è che, rispetto al passato, oggi le produttività reali sono più vicine a quelle teoriche (i puntini gialli si sono avvicinati a quelli blu!). Come dire che gli impianti guasti, abbandonati o comunque non funzionanti o non allacciati stanno scomparendo rapidamente, per lasciar posto ad un parco di installazioni che fa il suo lavoro abbastanza bene.

Allo stato attuale, la produzione elettrica da fotovoltaico potrebbe arrivare a rappresentare a malapena lo 0,3 – 0,5% del consumo elettrico nazionale complessivo. Se però consideriamo il tasso di incremento della produttività degli ultimi anni – diciamo che può essere (1485/63)^1/3 = 2,867226277, o più banalmente + 186,7% all’anno – e lo applichiamo per soli cinque anni alla produzione reale del 2009, ne viene fuori una cosa come 130.995 GWh. Una vera esagerazione, devo dire: staremmo attorno ad un terzo del consumo elettrico nazionale.

Ragionevolmente, questo accrescimento dovrà rallentare; il sistema elettrico non è ancora in grado di gestire grandi produzioni così discontinue. Altrettanto ragionevolmente, non è difficile immaginare che il fotovoltaico accrescerà ancora il proprio peso; anche se è molto difficile dire di quanto. Il quadro che esce da queste semplici note è comunque quello di una industria estremamente dinamica e vivace.

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2 risposte a Ancora fotovoltaico: potenza e produttività

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