Terremoto nella pianura tra Modena e Ferrara

Forte scossa di terremoto stanotte; ha svegliato perfino il sottoscritto, che di solito quando dorme è inerte quanto un sasso. Per avere qualche notizia può servire la base dati Iside INGV, al momento apparentemente ben aggiornata. La query su base cartografica fornisce la pianta qui sotto, con gli epicentri e le profondità.

epicentro terremoto ferrara, epicentri sciame sismico modena 20 maggio 2012Epicentri, magnitudo e profondità, sciame sismico del 20 maggio 2012. Fonte: INGV.

Si tratta di uno sciame sismico molto esteso con decine di eventi più o meno forti. La stella a cinque punte arancione posta tra Mirandola e Bondeno rappresenta il sisma maggiore; si è verificato pochi minuti dopo le 4 del mattino (ora locale). I danni sembrano gravi e ci sono dei morti. Distrutte anche alcune strutture molto antiche. Da notare il fatto che il servizio geologico Usa posiziona l’epicentro più a sud, a cavallo dell’asta del fiume Panaro. Penso che sia più attendibile il dato fornito da INGV, dato che deriva da stazioni di misura vicine all’evento e ben disposte tutt’attorno.

magnitudo degli eventi sismici del 20 maggio 2012Magnitudo, orari e profondità, sciame sismico del 20 maggio 2012. Fonte: INGV.

Da quel che si può vedere nella tabella sopra spulciando stavolta i soli sismi di magnitudo >= 3,5, l’evento maggiore si è verificato alle ore 2:03:59 UTC a poco più di 6 km di profondità. L’energia liberata è grande, ma a fare la differenza è proprio la profondità dell’ipocentro: essendo modesta, la distanza tra di esso e le strutture colpite diminuisce. E’ questo il fattore che rende così grave il danno. Notare che il tempo UTC della tabella è quello dell’ora solare rilevata a cavallo del meridiano di riferimento di Greenwich. Logicamente dobbiamo aggiungere due ore per avere il nostro tempo locale, per differenza di fuso orario e per l’ora legale.

Bisogna anche ricordare che se è vero che le stazioni di misura locali sono affidabili nel posizionamento dell’ipocentro e relativo epicentro, dato che misurano bene i tempi di arrivo per le onde di compressione e di taglio, esiste un problema di saturazione della capacità di misura degli strumenti. Vanno fuori scala. In questo modo, per la magnitudo potrebbe essere più vicino al vero il dato fornito dall’americano USGS; loro ipotizzano Mw = 6,0 –  6,1. Anche per questo dato occorrerà un po di tempo, la notizia del momento non è la più precisa.

La localizzazione dei vari sismi sembra calcare bene la posizione della dorsale ferrarese, che è poi una grande piega – faglia sommersa, nascosta sotto la pianura. Questa struttura di sovrascorrimento rappresenta il margine settentrionale del nostro Appennino, che ovviamente si sviluppa anche dove non lo vediamo emergere. Ogni tanto le faglie che contiene si mettono in movimento per accomodare la spinta che ancora solleva la catena appenninica. Ed ecco i terremoti. Credo che questa disgrazia riaccenderà le discussioni attorno alla riserva di gas naturale ipotizzata a Rivara di San Felice. Nelle prossime ore vedremo quale sia la reale entità dei danni.

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